Med Free Orkestra

Med Free Orkestra per la Liberazione, guarda il video su L’Unità

Un Circolo degli artisti affollatissimo ha accolto gli artisti partecipanti alla serata «Per dignità, non per odio» che il Pd e l’Unità hanno organizzato per rimettere in circolo un po’ di sana memoria storica in occasione della Festa della Liberazione. Una serata riuscitissima, fra musica, parole e immagini, che presto sarà su un cd live in edicola con il nostro giornale. Fra le mura del Circolo sono echeggiate canzoni come Addio Lugano bella, storico inno anarchico dei primi del ‘900, che Peppe Voltarelli ha interpretato con intensità e passione, Pietà l’è morta, eseguita con grazia e forza da Paola Turci, Fischia il vento che Luca Madonia ha proposto in una versione acustica chitarra e violino. Ma anche ardite quanto riuscite rivisitazioni, come quella dei Nidi d’arac che hanno proposto la storica Oltre il ponte, firmata Liberò vici-Calvino, in una versione dal suono assolutamente contemporaneo, o la Bella ciao tramutata da Stefano di Battista e dal suo Quartet in una lunga cavalcata jazz ai limiti del funk e poi riproposta una seconda volta con il coinvolgimento dell’intera sala a cantare il testo.

Frankie Hi Nrg ha invece presentato due brani, I catturati e La cattura. Il primo è un brano originale scritto appositamente per l’occasione dal rapper umbro, di grande forza espressiva, dalle sonorità ricercate e dal forte impatto emotivo, anche perché basato su brani estratti da lettere di partigiani condannati a morte dai nazifasciti; il secondo ha ormai 16 anni sulle spalle ma non ha perso un briciolo di potenza e la versione proposta con Stefano Di Battista al sax si è rivelata davvero straordinaria. Anche i due artisti erano molto contenti del risultato, tanto da promettersi vicendevolmente nuove occasioni di collaborazione. «Del resto -scherzava Frankie nel backstage- lui si chiama Di Battista, io Del Gesù, qualcosa in comune ce lo abbiamo di sicuro!». Fausto Mesolella solo sul palco, anche per chi lo segue da tanti anni con gli Avion Travel, il Nada Trio e altri progetti, è stata invece un’esperienza nuova. Mesolella in versione solista è una novità ma di quelle che ti lasciano con il sorriso sulla bocca. La sua Festa d’Aprile è stata penetrante e bella, anche grazie alle magie che sempre il chitarrista casertano sa estrarre dalla sua sei corde. Ottime anche le prove dei giovani Elisa Casile ed Emanuele Dabbono e gran finale con la Med Free Orchestra e tutti gli artisti sul palco per una versione corale di Bella Ciao.

Nei brevi cambi palco fra un set e l’altro abbiamo visto filmati e ascoltato letture di brani di grandi scrittori, politici, intellettuali, che hanno lasciato in eredità alle nuove generazioni un pensiero da riscoprire e rivalutare. Una frase per tutte su cui riflettere e far riflettere quei politici che parlano di modifiche alla Costituzione come se si trattasse di ritinteggiare una staccionata: «Quanto sangue quanto dolore per arrivare a questa Costituzione» (Piero Calamandrei). Una serata dedicata alla Resistenza, ma anche un’occasione per riscoprire, in una forma attuale, un patrimonio culturale e musicale di grande importanza e bellezza. Ricorda Peppe Voltarelli: «La tradizione di lotta per me è un linguaggio conosciuto perché vengo da una famiglia socialista, mio padre è stato un manciniano di ferro nella Calabria delle occupazioni, del grande scontro con la Dc per l’evoluzione e il progresso della nostra terra. Si tratta di un repertorio che parla una lingua un po’ dimenticata dall’attualità, fatta di grandi valori e grandi utopie. Rileggere il significato di quelle parole oggi ti costringe a pensare e quindi a impegnarti». E poi dicono che la musica non cambia il mondo. Magari è vero, però può aiutare, decisamente.

da L’Unità del 27 aprile 2011